Un altro grande successo dello sport lombardo arriva dai Campionati Europei di ginnastica artistica maschile di Zagabria. Gabriele Targhetta, nato a Monza il 17 marzo 2006, conquista la medaglia d’oro al cavallo con maniglie, diventando il primo ginnasta italiano nella storia a vincere il titolo continentale in questa specialità.
Il lombardo, cresciuto sportivamente a Mestre e oggi agente delle Fiamme Oro della Polizia di Stato, si presentava alla finale tra i migliori otto dopo aver ottenuto in qualificazione il punteggio più alto, facendo registrare anche il proprio best score personale.
Nell'atto decisivo Targhetta è riuscito a confermarsi con una prestazione di altissimo livello. Il suo esercizio è stato premiato con 15.133 punti, frutto di una notevole difficoltà da 5.9 e di una valutazione dell'esecuzione di 9.233. Un risultato che gli ha permesso di precedere i due armeni Hamlet Manukyan, campione europeo uscente, e Mamikon Khachatryan.
Una vittoria resa ancora più significativa da quanto accaduto pochi istanti prima della sua prova. Un problema tecnico all'Arena Zagreb ha infatti provocato un'interruzione della gara di circa venti minuti. Targhetta ha saputo mantenere la concentrazione e, una volta ripresa la competizione, ha eseguito senza esitazioni il proprio esercizio.
Per il ginnasta monzese si tratta di un ulteriore salto di qualità dopo il bronzo conquistato agli Europei di Lipsia nel 2025, al suo esordio nella rassegna continentale. A distanza di un anno, il terzo posto si trasforma così in un titolo europeo dal valore storico.
Allenato da Gianmatteo Centazzo alla Spes Mestre, Targhetta è campione italiano assoluto al cavallo con maniglie e nei mesi scorsi aveva già confermato il proprio livello internazionale conquistando la medaglia d'oro nella tappa di World Cup di Cottbus.
A Zagabria ha portato in gara uno degli esercizi tecnicamente più impegnativi del panorama mondiale, con una partenza da 5.9 e un'uscita di massimo valore ideata dallo stesso atleta e già inserita nel codice internazionale dei punteggi con il suo nome.
Il successo assume un significato particolare anche per la ginnastica italiana. Prima di Targhetta nessun azzurro era riuscito a diventare campione europeo al cavallo con maniglie. Il monzese raccoglie così idealmente l'eredità di Alberto Busnari, capace di conquistare nella specialità un argento e due bronzi continentali, raggiungendo però quell'oro che ancora mancava all'Italia.
Quello di Zagabria è inoltre il 17° titolo europeo della storia della Federazione Ginnastica d'Italia e il 16° a livello individuale. L'ultimo oro individuale azzurro risaliva all'edizione di Birmingham 2010, quando Matteo Morandi si impose agli anelli.
(Foto Simone Ferraro)
Un finale da ricordare per l’atletica italiana e una medaglia d’oro con una forte impronta lombarda. Edoardo Scotti e Luca Sito sono campioni d’Europa con la staffetta 4x400 maschile, protagonista a Birmingham di una straordinaria vittoria sulla Gran Bretagna che consegna all’Italia anche il primo posto nel medagliere della rassegna continentale.
Il lodigiano Edoardo Scotti, portacolori dei Carabinieri, e il milanese Luca Sito, delle Fiamme Gialle, compongono insieme a Mohamed Soudassi e Lorenzo Benati il quartetto che conquista il titolo in 2:59.16, precedendo di appena tre centesimi i padroni di casa della Gran Bretagna, secondi in 2:59.19. Terzi i Paesi Bassi in 2:59.49.
Un successo costruito fin dalla prima frazione proprio da Scotti. Il lombardo apre la finale correndo in 45.5 e rimane in scia al campione europeo individuale Matthew Hudson-Smith, che lancia la Gran Bretagna con 45.2.
Il testimone passa quindi a Luca Sito. Nonostante un contatto che per un attimo lo sbilancia, il milanese mantiene l’Italia nelle posizioni di vertice e nella seconda parte della propria frazione cambia passo: supera il Belgio, recupera terreno sulla Gran Bretagna e consegna il testimone a Mohamed Soudassi praticamente al comando. Per Sito arriva un eccellente 44.4 lanciato, una delle frazioni decisive per costruire il successo azzurro.
Soudassi prosegue l’azione dell’Italia con un altrettanto significativo 44.6 e consegna a Lorenzo Benati il compito di completare l’opera. Il laziale entra nel rettilineo conclusivo al comando e resiste al ritorno del britannico Charles Dobson: sul traguardo appena tre centesimi separano l’Italia dalla Gran Bretagna.
Per la staffetta azzurra si tratta di un risultato storico. È il primo titolo europeo dell’Italia nella 4x400 maschile. Prima di Birmingham erano arrivati l’argento del 1950, il bronzo del 1971 e l’argento del 2024, conquistato da un quartetto nel quale erano già presenti Sito e Scotti.
La vittoria assume un significato ancora maggiore perché arriva dopo una batteria nella quale gli azzurri avevano già riscritto la storia della specialità, stabilendo il record italiano assoluto in 2:58.10.
L’oro della 4x400 rappresenta inoltre il risultato che decide il medagliere degli Europei. Italia e Gran Bretagna si presentavano all’ultima gara con nove titoli ciascuna: il successo di Scotti, Sito, Soudassi e Benati porta gli azzurri a 10 ori, 6 argenti e 6 bronzi, consegnando all’Italia il primo posto finale.
Alessandra Bonora conquista il bronzo con la staffetta italiana 4x400 femminile ai Campionati Europei di Birmingham, contribuendo a una delle grandi prestazioni dell’ultima giornata della rassegna continentale.
La quattrocentista bresciana delle Fiamme Gialle apre la staffetta azzurra, completata da Anna Polinari, Alice Mangione ed Eloisa Coiro. L’Italia chiude la finale al terzo posto in 3:23.57, alle spalle dei Paesi Bassi e della Gran Bretagna e davanti a Spagna e Belgio.
Un risultato di grande valore anche dal punto di vista cronometrico: il quartetto azzurro arriva infatti ad appena 17 centesimi dal record italiano e, soprattutto, eguaglia il miglior piazzamento dell'Italia nella storia della 4x400 femminile agli Europei, il bronzo conquistato ad Amsterdam nel 2016.
Importante il contributo di Bonora nella prima frazione. La bresciana completa il proprio giro in 52.0 e consegna il testimone ad Anna Polinari in terza posizione, permettendo all’Italia di rimanere fin dall'inizio nel gruppo in lotta per le medaglie.
Polinari firma, quindi, una straordinaria seconda frazione in 50.2, mantenendo le azzurre in piena battaglia per il podio. Tocca poi ad Alice Mangione, autrice di un giro in 50.8, prima della frazione conclusiva affidata a Eloisa Coiro. Con il suo 50.5, la laziale completa l'opera e difende la terza posizione dagli attacchi di Spagna e Belgio.
La medaglia assume una forte impronta lombarda anche oltre la presenza di Bonora. Anna Polinari e Alice Mangione, pur appartenendo rispettivamente ai Carabinieri e all'Esercito, gareggiano, infatti, per l'Atletica Brescia 1950 nei Campionati di Società.
Per Alessandra Bonora arriva così un prestigioso bronzo europeo, al termine di una staffetta capace di avvicinare il primato nazionale e di riportare l'Italia sul podio continentale della 4x400 femminile a dieci anni di distanza da Amsterdam 2016.
(Foto Grana/FIDAL)
L’Italia chiude con una medaglia in tutte le undici finali disputate i Mondiali Universitari di London, nella provincia canadese dell’Ontario, e il canottaggio lombardo lascia un’impronta importante sulla rassegna iridata. Cinque ori, due argenti e quattro bronzi il bilancio complessivo della Nazionale guidata dall’head coach Giovanni Calabrese, con numerosi atleti delle società lombarde protagonisti sul podio.
Il primo titolo mondiale lombardo porta la firma di Sara Borghi (nata il il 01/05/2001 a Cittiglio - VA) della SC Gavirate, protagonista di una finale combattuta nel singolo femminile. Partita forte, l’azzurra ha dovuto fare i conti prima con la canadese Yarema e poi con l’olandese Tijhuis. È stata soprattutto nella terza parte del percorso che Borghi ha costruito il successo, resistendo poi al ritorno dell’olandese e tagliando il traguardo con 45 centesimi di vantaggio.
Oro anche per il quattro senza maschile, equipaggio con una forte impronta gaviratese grazie ad Alessandro Timpanaro (nato il 07/06/2003 a Angera - VA) e Giuseppe Bellomo della SC Gavirate e Francesco Pallozzi, Carabinieri/SC Gavirate, insieme a Simone Pappalepore. Gli azzurri hanno costruito una gara di grande solidità, rispondendo nel finale alla Gran Bretagna, ancora avanti di 29 centesimi ai 1500 metri, e imponendosi al traguardo con 80 centesimi di margine.
Sul tetto del mondo anche il due senza maschile di Lorenzo Cracco (nato il 26/04/2006 a Varese) della SC Varese e Leonardo Sostegni. Dopo essere rimasti in scia alla Germania nella prima parte, gli azzurri hanno preso il comando a metà gara e progressivamente aumentato il vantaggio, controllando nel finale il ritorno della Gran Bretagna e chiudendo con due secondi di margine.
Il quinto oro dell’Italia è arrivato dall’otto maschile, dominatore della propria finale. Nell’ammiraglia azzurra hanno trovato spazio Mattia Soldo (nato il 13/08/2004 a Lecco) e Luigi Tommaso Riccelli (nato il 25/10/2005 a Milano) della SC Pescate, Giulio Zuccalà (nato il 26/05/2004 a Milano) della SC Lario e la timoniera Ilaria Colombo (nata il 28/09/2005 a Varese) della SC Gavirate, insieme a Paolo Falossi, Filippo Angella, Valentino Perugini, Giovanni Acatrinei e Guglielmo Melegari. L’Italia ha preso il comando fin dai primi 500 metri e non lo ha più lasciato, aumentando il vantaggio nella seconda parte e precedendo la Gran Bretagna di 3"58.
Due medaglie sono arrivate per Elena Sali (nata il il 24/04/2002 a Cremona) della SC Bissolati e Melissa Schincariol (nata il 10/08/2006 a Como) della SC Cernobbio. Nel doppio femminile hanno conquistato l’argento alle spalle della Gran Bretagna, resistendo nel finale al serrate della Germania e conservando la seconda posizione per 52 centesimi. Sali e Schincariol sono poi tornate sul podio nel quattro di coppia misto insieme a Sebastiano Renzi e Paolo Falossi: seconda posizione alle spalle della Germania, con un’ultima frazione particolarmente efficace che ha consentito agli azzurri di staccare la Spagna e avvicinarsi all’equipaggio tedesco.
Doppio podio anche per Edoardo Rocchi della SC Gavirate. Nel singolo maschile ha conquistato il bronzo al termine di una finale nella quale è riuscito a mantenersi stabilmente nelle posizioni da medaglia. Poche ore dopo è tornato sul terzo gradino del podio nel doppio con Sebastiano Renzi, grazie a una grande rimonta negli ultimi 500 metri: quasi due secondi e mezzo separavano gli azzurri dalla Repubblica Ceca ai 1500, un divario completamente recuperato fino al sorpasso conclusivo per appena 26 centesimi.
Bronzo anche per l’otto femminile, con una presenza lombarda particolarmente numerosa. A bordo Alessandra Grasselli (nata il 03/09/2005 a Asola - MN) della SC Flora, Aurora Spirito (nata il 7/11/2005 a Cittiglio - VA) e Matilde Paoletti della SC Gavirate, Giulia Orefice (nata il il 31/07/2006 a Como) e Giulia Clerici (nata il il 31/03/2003 a Como) della SC Moltrasio, insieme a Maria Lanciano, Benedetta Bonino e Lucrezia Monaci, con Martina Bonalumi al timone. Terze ai 500 metri, le azzurre hanno superato sul passo la Gran Bretagna e sono arrivate ai 1500 a soli 52 centesimi dall’Olanda. Nel serrate le britanniche sono riuscite a riprendersi la seconda posizione, con l’Italia terza a 1"45 dalle campionesse del mondo olandesi e a 61 centesimi dall’argento.
Una medaglia dal significato particolare per il canottaggio cremonese è arrivata anche dal due senza femminile. Susanna Pedrola, (nata il 24/07/2003 a Cremona) in forza al CUS Torino, insieme a Matilde Barison ha conquistato il bronzo alle spalle di Olanda e Gran Bretagna. Le azzurre hanno mantenuto saldamente la zona podio, difendendosi nell'ultima parte dall’attacco del Canada e conservando il terzo posto per 81 centesimi.
Per la Lombardia il Mondiale Universitario canadese restituisce così un bilancio di particolare rilievo, con atleti provenienti da Gavirate, Varese, Bissolati, Cernobbio, Flora, Moltrasio, Pescate e Lario capaci di contribuire a un risultato azzurro senza sbavature: undici equipaggi in gara, undici finali e undici medaglie. Un percorso netto per la Nazionale universitaria, capace di salire sul podio in ogni specialità affrontata a London.
(Foto Canottaggio.org/Anthony Benoit)
Si chiude con un’altra medaglia l’Europeo di Nicolò Martinenghi. Dopo la straordinaria doppietta d’oro conquistata nei 100 e nei 50 rana, il campione varesino sale nuovamente sul podio a Parigi, questa volta con la staffetta 4x100 mista maschile, argento al termine di una finale combattuta fino agli ultimi metri.
L’Italia, schierata con Thomas Ceccon a dorso, Martinenghi a rana, Alberto Razzetti a farfalla e Carlos D’Ambrosio a stile libero, chiude in 3’28”86, ad appena 19 centesimi dalla Russia, campione d’Europa in 3’28”67. Terza la Francia con 3’29”03.
Ancora una volta determinante il contributo di Nicolò Martinenghi, nato a Varese il 1° agosto 1999 e portacolori del CC Aniene. Il capitano azzurro firma una frazione a rana di altissimo livello, nuotata in 58”00, che mantiene l’Italia pienamente in corsa per il titolo continentale.
Gli azzurri lottano fino alla conclusione e sfiorano un oro che si decide per una manciata di centesimi, conquistando comunque un risultato che conferma la continuità della staffetta italiana ai vertici europei. La 4x100 mista maschile sale infatti sul podio continentale per la terza edizione consecutiva: dopo il bronzo di Budapest e il titolo europeo conquistato a Roma nel 2022 arriva ora l’argento di Parigi.
Per Martinenghi si tratta dell’ennesima conferma di una manifestazione da protagonista assoluto. Il varesino aveva aperto il suo Europeo conquistando il titolo nei 100 rana in 58”58, per poi ripetersi nei 50 rana con 26”57. L’argento della staffetta porta quindi a tre il numero delle sue medaglie a Parigi: due ori e un argento.
"Oggi i centesimi non erano con noi. Siamo più che soddisfatti della spedizione: sono arrivate moltissime conferme e anche nuove rivelazioni. La nostra staffetta è stata bella, eravamo lì a lottare col coltello tra i denti", ha commentato Martinenghi al termine della gara.
(Foto Andrea Masini, Andrea Staccioli e Giorgio Scala /DeepBlueMedia.eu)