Una storica medaglia d’argento mondiale e, soprattutto, il pass per i Giochi Olimpici di Los Angeles 2028. Straordinaria impresa della Nazionale italiana maschile di flag football, di cui ha fatto parte il varesino Andrea Volonnino, ai Campionati Mondiali di Düsseldorf, in Germania.
L’Italia dell’head coach Massimiliano Bonomo si è arresa soltanto agli Stati Uniti nella finale disputata al Garath-Düsseldorf Flag Football Complex. Gli americani si sono imposti per 46-26, conquistando il sesto titolo iridato consecutivo.
Per gli azzurri resta un risultato destinato a entrare nella storia. L’argento di Düsseldorf rappresenta infatti il miglior piazzamento di sempre dell’Italia in un Campionato Mondiale, migliorando i due bronzi conquistati nel 2010 e nel 2014. Ma il percorso in Germania ha regalato anche un altro traguardo straordinario: la qualificazione ai Giochi Olimpici di Los Angeles 2028, dove il flag football farà il proprio debutto nel programma a cinque cerchi.
Come detto, a portare l’impronta lombarda in questa impresa è Andrea Volonnino. Nato a Varese, residente a Induno Olona, indossa la maglia numero 16 e ricopre i ruoli di blitzer e wide receiver. A livello di club gioca negli Skorpions (“Penguins”) Varese e proprio nel 2026 è arrivata la sua prima convocazione con la Nazionale. Volonnino pratica flag football da quattro anni e tra il 2020 e il 2023 ha frequentato la NFL Academy, esperienza importante nel suo percorso di crescita sportiva e personale, culminata nel riconoscimento di MVP Offense nel 2023.
Nella finale contro gli Stati Uniti, l’Italia riesce inizialmente a rispondere al touchdown di Tyler Davis grazie a Jordan Bouah, portandosi sull’8-8. Gli statunitensi cambiano però passo nel resto del primo tempo e vanno all’intervallo avanti 38-8. Nella ripresa gli azzurri continuano a lottare, riducendo il divario grazie ancora a Bouah e successivamente ai punti di Simone Alinovi, Claudio Corrado ed Henry Blackburn, fino al definitivo 46-26.
La sconfitta nell’ultimo atto non cancella un torneo straordinario: l’Italia torna dalla Germania vicecampione del mondo e con in tasca il pass per Los Angeles 2028.
(foto Riccardo Foglio/FIDAF)

Nicolò Martinenghi è ancora re d’Europa. Dopo il successo conquistato nei 100 rana, il campione varesino sale sul gradino più alto del podio anche nei 50 metri agli Europei di Parigi, completando una straordinaria doppietta continentale.
Il 27enne di Varese, tesserato per il CC Aniene e allenato al Centro Federale di Verona da Matteo Giunta, si impone nella finale dei 50 rana con il tempo di 26”57, precedendo il compagno di Nazionale Simone Cerasuolo, secondo in 26”62 a pari merito con l’olandese Koen De Groot.
Per Martinenghi è un altro successo che conferma il feeling particolare con Parigi. Dopo essersi imposto nei 100 rana in 58”58, il lombardo riesce a ripetersi sulla distanza più breve, dimostrando ancora una volta la capacità di esprimersi al meglio quando in palio ci sono le medaglie.
La finale dei 50 si presentava particolarmente insidiosa. Cerasuolo aveva infatti impressionato nei turni precedenti, nuotando 26”20 in batteria e 26”23 in semifinale. Nell’atto decisivo, però, Martinenghi riesce ancora una volta a trovare la gara perfetta e a mettere la mano davanti a tutti.
Per l’Italia è festa doppia, con due azzurri sui primi due gradini del podio. Martinenghi e Cerasuolo si ritrovano insieme tra i medagliati dopo esserci già riusciti nei 100 metri, quando il varesino aveva conquistato l’oro e il romagnolo il bronzo. Un copione che ricorda anche gli Europei di Roma 2022, altra manifestazione nella quale i due ranisti azzurri erano riusciti a condividere il podio.
"È stata una gara molto strana. Sapevo che la finale sarebbe stata diversa rispetto agli altri turni – ha spiegato Martinenghi dopo il successo –. Mi piace godermi queste sfide che mi esaltano. Bissare come a Roma sarebbe stato impensabile fino a poco tempo fa".
Un risultato che assume ancora più valore considerando il percorso del campione varesino e che completa nel migliore dei modi i suoi Europei. Due gare individuali, due medaglie d’oro: prima i 100 rana e adesso i 50, per un Nicolò Martinenghi ancora una volta protagonista assoluto della rana europea.
(Foto Andrea Masini, Andrea Staccioli e Giorgio Scala/DeepBlueMedia.eu)
L’atletica lombarda continua a lasciare il segno nei 200 metri ai Campionati Europei. Dopo il bronzo conquistato da Filippo Tortu nel 2022 e l’argento del 2024, a Birmingham è Fausto Desalu a salire sul podio continentale, conquistando una splendida medaglia di bronzo al termine di una finale combattutissima.
Il velocista casalasco delle Fiamme Gialle, campione olimpico con la staffetta 4x100 a Tokyo 2021, chiude i 200 metri in 20.26, con vento oltre il limite consentito di +2.5 m/s, e conquista il terzo posto a pari merito con lo svizzero Timothé Mumenthaler.
Un epilogo deciso sul filo dei millesimi: entrambi vengono accreditati dello stesso crono e dello stesso millesimo, 20.251, e condividono così il terzo gradino del podio. Il titolo europeo va al tedesco Owen Ansah, capace di imporsi in 19.95, davanti al britannico Zharnel Hughes, argento con 20.16.
Per Desalu si tratta di una medaglia dal significato particolare. È infatti il primo podio internazionale individuale della sua carriera nei 200 metri tra Olimpiadi, Mondiali ed Europei, dopo il quinto posto ottenuto agli Europei di Roma 2024 e il sesto di Berlino 2018. Proprio nel 2018 aveva inoltre conquistato l’argento ai Giochi del Mediterraneo.
A Birmingham arriva così un altro importante riconoscimento per un atleta che ha scritto una delle pagine più importanti della velocità italiana con l’oro olimpico della 4x100 di Tokyo e che, a distanza di cinque anni da quel successo, riesce ad aggiungere alla propria carriera un prestigioso podio europeo individuale.
"Per me è un bronzo che vuol dire tanto, è un coronamento della mia pluriennale carriera. Questa medaglia non sarà d’oro ma per me è come se lo fosse. E non è una frase fatta", ha commentato Desalu al termine della finale.
La gara di Birmingham regala all’atletica lombarda anche un altro risultato di grande rilievo. Filippo Dezza, ventenne della Bergamo Stars, conclude la sua prima finale europea dei 200 metri al settimo posto con 20.58. Un piazzamento di notevole valore per un atleta appena alla terza vera stagione nell’atletica.
Desalu ha voluto sottolineare proprio la prestazione del giovane lombardo: "Complimenti a Filippo che ha fatto grandi cose. È la risposta a chi dice che la velocità italiana non dà molto e sta facendo un passo indietro. Non è vero: la nuova generazione sta crescendo".
(Foto Grana/FIDAL)
Un’altra medaglia europea per Matteo Sioli e un risultato storico per l’atletica lombarda. Il giovane saltatore milanese conquista il bronzo nel salto in alto agli Europei di Birmingham, replicando il terzo posto ottenuto lo scorso anno nella rassegna continentale indoor di Apeldoorn 2025.
Il portacolori delle Fiamme Azzurre, cresciuto nell’Euroatletica 2002 e allenato da Felice Delaini, ha chiuso la finale con 2,27 metri, al termine di una gara condotta da protagonista fino al tentativo successivo.
Sioli ha infatti superato 2,18, 2,23 e 2,27 sempre alla prima prova, costruendo un percorso netto che gli ha permesso di trovarsi al comando ex aequo con l’ucraino Oleg Doroschuk. Al primo assalto a 2,30, però, un problema muscolare alla coscia sinistra ha condizionato il prosieguo della sua gara, impedendogli di continuare a esprimersi ai livelli mostrati fino a quel momento.
Resta un bronzo di grande valore, che assume anche un significato particolare per il movimento regionale: Sioli è il primo atleta lombardo a salire sul podio nel salto in alto maschile agli Europei outdoor.
"Mi spiace molto, valevo molto di più rispetto a 2,27, purtroppo però sono incidenti di percorso che capitano – ha commentato Sioli –. La gara comunque è andata molto bene e sono felicissimo per Gimbo. È un onore dividere con lui questi palcoscenici. La medaglia è dedicata a mio nonno che è mancato pochi giorni prima della partenza per Birmingham e si sarebbe emozionato a vedermi stasera. Sono fiero di quello che sto costruendo nella mia carriera".
Una medaglia che conferma la crescita internazionale del milanese, capace nel giro di due stagioni di conquistare due bronzi europei, prima al coperto ad Apeldoorn e ora all'aperto a Birmingham.
(Foto Grana/FIDAL)
Un’altra impresa internazionale per Nicolò Martinenghi che conquista la medaglia d’oro nei 100 rana agli Europei di nuoto di Parigi, imponendosi in 58”58 al termine di una finale di altissimo livello che regala all’Italia anche il bronzo di Simone Cerasuolo.
Per il fuoriclasse nato a Varese il 1° agosto 1999 è un successo che conferma ancora una volta la sua straordinaria continuità ai vertici mondiali della specialità e assume un significato particolare dopo una stagione che lo stesso Martinenghi ha definito molto difficile.
Il primatista italiano, tesserato per il CC Aniene e allenato al Centro Federale di Verona da Matteo Giunta, costruisce la vittoria soprattutto nella seconda parte della gara. Dopo il passaggio ai 50 metri, Martinenghi produce un ritorno poderoso in 31”10, risalendo fino alla prima posizione e toccando in 58”58.
Alle sue spalle chiude il russo Ivan Kozhakin, argento in 58”68, mentre a completare la festa azzurra è Simone Cerasuolo, capace di sorprendere dalla corsia 8 e conquistare uno splendido bronzo in 58”90.
Per Martinenghi si tratta del secondo titolo europeo nei 100 rana, dopo quello conquistato a Roma nel 2022. Un risultato che lo porta a eguagliare un altro grande nome del nuoto italiano: prima di lui soltanto Domenico Fioravanti era riuscito a vincere per due volte il titolo continentale della specialità, imponendosi a Istanbul 1999 ed Helsinki 2000.
“Non ho parole. Me lo merito, me lo merito tanto. Oggi è stata una gara molto di cuore, di voglia e di riscatto”, ha raccontato Martinenghi dopo la finale. “Volevo dare tutto senza rimpianti. Oggi mi sentivo il più forte e sentivo di avere qualcosa in più degli altri. Dovevo vincere per me stesso e basta”.
Parole che raccontano il valore di una medaglia arrivata al termine di un periodo complesso, durante il quale il campione varesino ha dovuto ritrovare motivazioni e certezze. La risposta è arrivata ancora una volta in acqua.
“È stato un anno difficilissimo”, ha spiegato. “Ho avuto dei momenti di down, nei quali pensavo che la piscina fosse passata in secondo piano. E invece quando ti accorgi che hai il cuore per lottare non hai più paura. Questo è il mio mondo, è ancora quello che voglio fare per un po’”.
La vittoria di Parigi arricchisce una serie impressionante. A partire dal 2021 Martinenghi non ha mai mancato il podio nei 100 rana negli otto grandi appuntamenti internazionali in vasca lunga disputati, raccogliendo complessivamente due medaglie olimpiche, quattro mondiali e due europee e riuscendo a conquistare almeno un titolo in ognuno dei tre grandi palcoscenici. Una continuità che certifica ancora una volta la dimensione internazionale del campione varesino.
(Foto Andrea Masini, Andrea Staccioli e Giorgio Scala / DeepBlueMedia.eu)