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foto 359° Trofeo Bonfiglio, torneo internazionale juniores, in programma dal 19 al 27 maggio presso il Tennis Club Milano Alberto Bonacossa.

Lo insegna l'albo d'oro, lo rimarca la storia del tennis. Chi passa dal Tc Milano Alberto Bonacossa per il Trofeo Bonfiglio ha il futuro in banca. È una regola che ha funzionato per chi è stato protagonista sotto la Madonnina (Lendl e Kafelnikov per esempio vinsero qui e poi diventarono entrambi numeri 1 al mondo), ma anche per chi a Milano era troppo acerbo per brillare. Chiedete a Federer, che sulla terra rossa di via Arimondi non è mai andato oltre i quarti di finale in due partecipazioni. Eppure, come ricorda spesso il direttore degli Internazionali d'Italia Juniores nonché degli Internazionali d'Italia Atp e Wta di Roma, Sergio Palmieri, “è possibile che chi non gioca da protagonista al Bonfiglio diventi comunque professionista, ma è molto difficile il contrario. Fare bene qui e poi non continuare a essere protagonisti nel mondo del tennis è quasi impossibile”. E basta dare un occhio agli ultimi vincitori per rendersi conto della bontà di queste parole. Alexander Zverev vinse il Bonfiglio cinque anni fa, e ora è n.3 al mondo; Rublev arrivò in finale nel 2014 ed è già un osservato speciale della “Next Gen”. Tsitsipas, vincitore nel 2016, è reduce dalla finale dell'Atp 500 di Barcellona al cospetto del re della 'terra' Rafael Nadal. Stephens, Bencic, Bellis, Vondrousova confermano la regola anche in campo femminile. Il tutto solo per restare agli ultimissimi anni. E il bello è che la tendenza non accenna a cambiare: a entry list ancora da chiudere, al via dell'edizione n.59, che scatta sabato 19 maggio con le qualificazioni e lunedì 21 con i tabellone principali, ci sono 7 dei primi 10 giocatori delle classifiche mondiali Under 18, oltre a 4 delle Top 10 mondiali in rosa. Lo status di 5° Slam junior dell'anno, accanto ad Australian Open, Roland Garros, Wimbledon e Us Open non tradisce mai.

Come non tradisce mai nemmeno la cornice: uno dei circoli più prestigiosi d'Italia, che ospitò la prima edizione degli Internazionali di tennis su volontà del conte Alberto Bonacossa, cui oggi è intitolato il club ultracentenario di via Arimondi. Una realtà che mischia fascino storico (alla Palazzina Muzio che fa da Club house è stata riconosciuta la valenza storica dalla Soprintendenza Archeologica delle Belle Arti e Paesaggio) e grande cura per il dettaglio. Lo fa nella qualità dell'organizzazione e in quella delle strutture: ogni campo in rosso (sono 12 dei 16 totali al Bonacossa), tanto per dare qualche numero, necessita ogni volta che viene rifatto di 50 quintali di terra e 7.000 chiodi per fissare le righe. “E questo è solo un dettaglio perché - come spiega Roberto Recalcati, direttore tecnico del 59° Trofeo Bonfiglio - un evento del genere richiede un investimento di energie, oltre che economico, davvero notevole sotto ogni profilo: gli standard richiesti sono elevatissimi e i giocatori che arrivano da tutto il mondo superano il centinaio, oltre ad accompagnatori e coach”. “Ma noi come ogni anno siamo pronti ad accoglierli - sottolinea la presidente del club Elena Buffa di Perrero -, sicuri di 'svelare' anche questa volta qualche campione di domani in anteprima e speranzosi di vedere qualche italiano protagonista”. Ce n'è qualcuno d'interessante, da Lorenzo Musetti e Davide Tortora tra i maschi, a Elisabetta Cocciaretto, Melania Delai, Federica Rossi e Lisa Pigato tra le ragazze. Li vedremo all'opera al 59° Trofeo Bonfiglio: il 5° Slam della stagione giovanile, quello italiano, comincia il 19 maggio.

photo di Francesco Panunzio